Riassunto delle puntate precedenti...
Life Sucks, Vampires suck
Eccomi, arrivo, arrivo! Mi scuso con i
miei 200 lettori – ora posso dirlo – per la latitanza, ma è uno
di quei periodi della vita in cui speri fortemente che i Maya non
abbiano sbagliato i calcoli e che tra neanche un mese tutto lo schifo
che ti circonda venga cancellato per sempre. Peccato per Sansone, ma
i filistei valgono bene una fine del mondo!
In secondo luogo, non appartengo alla
razza - i cui esponenti si diffondono con la stessa letale rapidità
di un'epidemia di zombi – di coloro che scrivono solo perché hanno
un pc, anche se non hanno nulla da dire. E non sono neanche così
presuntuosa da pensare che al mondo manchi il mio punto di vista.
Però, se ho riacceso questo blog, non
è certo stato solo per una meschina vendetta contro Stanislao e Gertrude (chi mi conosce sa a chi mi riferisco), ma
soprattutto per parlare di cose belle, quelle che mi fanno sentire
meglio. E ultimamente in giro non c'è granché, concedetemelo.
Ho visto Dracula 3D di Dario
Argento, e incontrato il Maestro himself. Che dire? Mi aspettavo
di peggio e l'ho apprezzato, come film muto: se non ci fossero stati
gli effettacci digitali, la sceneggiatura barcollante e un Rutger
Hauer che sembrava appena uscito dall'osteria senza ricordare
dov'era e cosa stava facendo, in certi momenti avrei pensato di
vedere un film di Mario Bava o della Hammer. Merito
della fotografia di Luciano Tovoli, certo, ma anche della mano
del regista, ancora riconoscibile. Sono stata contenta di rivederlo e
di parlarci. E' lui che ha firmato all'epoca l'introduzione al mio
libro su Friedkin, e come lui, di cui è molto amico e quasi
coetaneo, sembra assai più giovane della sua età. In fondo, anche
se ora non è ai suoi livelli, è consolante sapere che un tempo lo è
stato, e che le cose che ha fatto restano e fanno ancora scomparire
il nostro cinema attuale, di genere e non.
Al cinema per il resto calma
piattissima, per quel che mi riguarda.
Tra le serie, invece, sono ancora in
visibilio per gli ultimi sviluppi di American Horror Story,
The Walking Dead, Boardwalk Empire e Fringe, e
vorrei stringere in un abbraccio ideale gli autori di tutte e
quattro. Vi voglio bene, voi che sapete sacrificare le vostre
creature e rovesciare le aspettative, che riuscite a toccare, sotto
le vesti effimere dell'entertainment, il cuore nero dell'umanità.
Senza presunzione, senza pretendere di fare altro se non spettacolo,
ma con l'incisività di un Dostoevskij dei nostri giorni.
Plaudo ai vostri personaggi da amare
senza riserve, uniti in una sarabanda di creativa irriverenza, a
rappresentazioni del Male capaci di farci credere nel Diavolo, alla
fusione perfetta di realtà e immaginario che forma creature capaci
di rispecchiare l'infinita contraddittorietà dell'essere umano:
Sorella Jude




E
così, mentre in Italia la televisione, nella totale assenza di
qualsiasi sperimentazione creativa, sprofonda sempre più
nell'impietosa rappresentazione di se stessa e cessa di essere il
salotto buono per diventare il tinello di gente coatta, dall'estero
arrivano segnali di vita, di rabbia, di ribellione al sistema. Pagine
di un manuale di sopravvivenza per l'Apocalisse prossima ventura, con
una sola avvertenza: Not for the squeamish.
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