CADAVERI CALDI
A Survivor's Tale
Tutto questo dopo una notte insonne da
meteoropatia, visto che, a quanto ho sentito, sono stata solo una dei tantissimi abitanti di Roma colpiti da questo morbo improvviso, che mi ha
obnubilato il cervello al punto da farmi tentare la creazione di
spericolate sinapsi sintattiche in inglese, nello stesso modo in cui
R, nel film, cerca di articolare le parole da zombie. Forse per via
del suo allenamento, il buon Nicholas è riuscito comunque a capirmi,
e mi ha concesso una lunga intervista che non pubblicherò qua,
confondendo penso la mia confusione mentale per un lusinghiero
tentativo di emulazione del suo lavoro da attore. Mi sento, davvero,
una sopravvissuta, e visto che siamo solo a mercoledì,
mi chiedo quando mai riuscirò a mettermi in pari con serie, letture
e film. Forse mai. Forse, vista la strana epidemia di insonnia appena
passata, è ora di cominciare a prepararsi sul serio, come fanno in
America, per la Zombipocalypse o come cavolo la vogliamo chiamare.

Comunque, dicevamo, Warm Bodies, di cui non vi faccio qua una recensione perché la farò sul sito di Coming Soon Television quando il film arriverà nelle sale il 7 febbraio con un esercito di ben 400 copie: intanto c'è da dire che - anche se ne condivide i produttori - questo film non è affatto parente stretto di Twilight. Che questo sia un male o un bene lo decideranno i teenager a cui è principalmente rivolto, ma, questo ve lo posso anticipare, il film ha più livelli di lettura ed un'intelligenza e un'eleganza di confezione che non mi aspettavo da una storia del genere e che – credo proprio – siano principalmente merito del regista Jonathan Levine. Il libro l'ho qua e lo leggerò quanto prima, ma la mano del regista di 50/50 è inconfondibile. Ed è sicuramente sua l'idea del gradito omaggio a Zombi 2 (in Italia, Zombi all'estero) del grande Lucio Fulci, che ha mandato in solluchero tutti i fan e i nerd presenti (che si moltiplicano per partenogenosi ad ogni proiezione).
Suppongo che le battute facessero più
ridere in inglese, ma questo Romeo e Giulietta tra zombi e umani non
è assolutamente stupido, la coppia protagonista – Hoult e Teresa
Palmer – fa scintille (chissà che Jennifer Lawrence non si sia
ingelosita, vedendolo) e alcune idee ci sono piaciute molte. Altre
meno, ma ci sembra che questo sia un teen-movie (ahimé, so che ora arriverete
anche voi, cultori delle Lolite, fuorviati dalle sirene dei motori di
ricerca) che non sottovaluta, per una volta, il suo pubblico di
riferimento.


Non voglio chiudere in tristezza, però,
perché sono contenta di essere sopravvissuta anche oggi e di essermi
comunque divertita. Domani, se ho culo, tornerò umana come R
in Warm Bodies, parlerò di nuovo un fluente inglese (magari
ti faccio una sorpresa e ti telefono, Nicholas) e a Roma non pioverà
né nevicherà e la giornata sarà perfino noiosa. Ah, ma dimenticavo
la cosa più importante. Nel periodo in cui ero fuori radar, ho anche
ricevuto una bellissima telefonata dal mio amico Egidio Eronico
(che ha tra l'altro diretto Charlton Heston nella sua
ultima grande performance in My Father, e scusate se è
poco!). Non solo bellissima perché mi augurava un buon anno, ma
soprattutto perché nelle sue parole ho avvertito l'assoluta urgenza
di darmi un salutare calcio in culo. Lui sa di cosa parlo. Io volevo
solo dirgli pubblicamente grazie. Davvero, ne avevo bisogno e
prometto che non andrà sprecato. E adesso vediamo quanti nuovi
“lettori” mi porteranno questi scabrosi argomenti.
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