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Daniela Catelli ha scelto di tracciare la linea in altro modo e ci è riuscita, a mio avviso, con grande, grande efficacia, sfornando (o meglio, aggiornando) un testo che ora come ora rappresenta in Italia l’ideale punto di partenza per ogni ulteriore esplorazione dei vari sentieri che attraversano la foresta cinematografica dell’horror.
Catelli sceglie una impostazione che tematico/archetipipica, in un certo senso figlia del discorso che (con scarso acume e mezzi critici, a mio modo di vedere) aveva abbozzato Stephen King in Danse Macabre.
Spazio quindi a un testo equilibrato, frutto di decenni di frequentazione del genere, capace di condire i dati con l’aneddotica, pronto a svoltare nell’occasionale analisi più seria e approfondita così come zoomare in campo largo repentinamente, inserendo così i dettagli e le curiosità in un contesto storico/tematico molto più ampio. (CONTINUA)
Ringrazio Francesco Spagnuolo per la segnalazione di Ciak si trema su HorrorMagazine

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